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Ultimo aggiornamentoMar, 23 Gen 2018 7am

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Cultura

Beppe Fiorello inaugura "Matera in Musica", l'intervista

MATERA- A voler trovare un aggettivo per definire Giuseppe Fiorello, conosciuto dal grande pubblico come Beppe o Fiorellino (per distinguerlo dal fratello minore Rosario) è cosa assai difficile. Attore, cantante, ballerino, intrattenitore ma soprattutto artista ironico e di una empatia immediata con il pubblico, che lunedì sera ha partecipato al concerto inaugurale del cartellone di “Matera in Musica” presso l’Auditorium “Roberto Gervasio” della città dei Sassi in cui l’artista siciliano accompagnato dall’Orchestra Ico Magna Grecia ha regalato una carrellata di canzoni del grande Domenico Modugno e della musica napoletana. Lo abbiamo incontrato qualche ora prima dello spettacolo. Disponibile, cordiale. Un piacere rivolgergli qualche domanda.
Beppe Fiorello attore camaleontico. Ti riesce tutto bene. Ma qual è la cosa che fai con più soddisfazione?
Se mi riesce tutto bene non so. E’ il pubblico a giudicare. Io ce la metto tutta. Il mio lavoro mi piace molto. Mi piace cimentarmi sempre con cose nuove. Nuovi personaggi. E quando faccio un lavoro, se piace al pubblico, naturalmente, oltre ad essere una grande gratificazione per me è anche un valore aggiunto a tutto il progetto. Io sono affezionato a tutti i personaggi che ho interpretato e a tutti i lavori che ho fatto. Per un artista è come un genitore che ama tutti i suoi figli. Poi per ognuno trovi una chiave diversa di amare, una sfaccettatura del carattere che ti avvicina al più forte o al più fragile, ma l’amore è lo stesso.
Com’è nata l’idea di un tour musicale interpretando Domenico Modugno?
Mio padre mi ha cresciuto con le musiche di Modugno e quando, qualche anno fa, si è realizzato quell’intreccio in cui il destino ha voluto che raccontassi, cinematograficamente, Domenico Modugno è stato davvero un miracolo che mi ha dato una grande gioia, anche se all’inizio, quando mi fu comunicato ebbi davvero tanta paura. Ricordo il giorno che a Roma, andai a casa di Modugno a trovare la signora Franca, mi tremavano le ginocchia.
E invece sei entrato da subito nel personaggio e il pubblico ti ammira anche attraverso il Maestro di Polignano.
Sono ormai tre anni che portiamo in scena lo spettacolo in tutti i teatri d’Italia ma con le sue canzoni non ti stanchi mai. E’ un artista così tanto ricco e che si presta a tante sperimentazioni che ancora oggi continua a conquistare anche un pubblico che non l’ha conosciuto, artisticamente parlando.
 E lo spettacolo di questa sera?
 Lo spettacolo di questa sera ne è una prova. L’orchestra attraverso la musica ci racconta la storia della musica napoletana. La musica che tutti noi conosciamo e che fece parte anche della formazione di Domenico Modugno. Per quello che mi riguarda cantare con l’orchestra Ico Magna Grecia rappresenta davvero una grande emozione. Una emozione diversa, perché condividi la tua stessa gioia e la tua stessa passione con tanti maestri musicisti.
E prossimamente dove ti vedremo? Cinema, televisione o teatro?
A febbraio su Rai Uno andrà in onda un film che racconta la storia di Riace, un piccolo paese della Calabria in cui sono successe cose molto belle e quindi racconterò una Calabria inedita, una Calabria che ce la fa, che non è fatta solo di ‘Ndrangheta, ma bella, bellissima.

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