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Omicidio Mitidieri, assolto Francese

 POTENZA - A sette anni di distanza la morte di Francesco Mitidieri, il 23 enne di Policoro ucciso la notte tra il 7 e l’8 maggio del 2005 davanti ad un pub della città jonica al termine di una lite scoppiata per futili motivi, resta ancora senza un colpevole.

L’unico imputato davanti alla corte d’assise di Potenza, Antonio Francese, un giovane calabrese di 24 anni, è stato infatti assolto ieri pomeriggio “per non aver commesso il fatto”. La sentenza emessa dal collegio giudicante, presieduto dal giudice Aldo Gubitosi, al termine di una camera di consiglio durata circa tre ore, ha ribaltato completamente l’impianto accusatorio delineato dal pm Rosanna De Fraia, che al termine della sua requisitoria, in una delle scorse udienze del processo, aveva chiesto la condanna a 18 anni di reclusione per Antonio Francese. A pesare forse in modo decisivo nella decisione dei giudici, la mancanza di prove “schiaccianti”: per saperne di più bisognerà però attendere le motivazioni della sentenza che saranno depositate entro  90 giorni. Quello che si è chiuso ieri è stato un processo completamente indiziario. Basti pensare che l’arma del delitto, il coltello che trafisse il cuore di Francesco, non è mai stata ritrovata. L’accusa aveva puntato tutto sulla macchia di sangue della vittima presente sulla scarpa dell’imputato e sulla testimonianza di Gianfranco Prillo, l’amico disabile che Francesco Mitidieri avrebbe cercato di difendere da Antonio Francese. A causare la violenta rissa, che  coinvolse in tutto un centinaio di persone, sarebbero stati infatti gli apprezzamenti rivolti dai ragazzi calabresi alle fidanzate di Prillo e Mitidieri. Il disabile fu anche raggiunto da una coltellata all’addome. Per la difesa, invece, quella stessa testimonianza era ricca di contraddizioni a tal punto da spingere l’avvocato Guaglianone, difensore di Francese, a dichiarare che Prillo doveva figurare nel processo “come imputato e non come parte civile”. Per il momento però, l’unica certezza è che la morte di Francesco Mitidieri resta avvolta nel mistero. La lettura della sentenza ha naturalmente provocato reazioni opposte in aula: Antonio Francese è scoppiato in un pianto liberatorio, mentre la mamma della vittima, stringendo nelle mani una foto del figlio, ha applaudito ironicamente la decisione dei giudici. A carico di Antonio Francese resta in piedi soltanto il reato di rissa, per il quale è stato condannato, con sospensione della pena, a 5 mesi. Stessa pena anche per Cristian Lauria e Marco Lauria,   gli altri due giovani calabresi giunti a Policoro la sera del delitto insieme a Francese.

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