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Ultimo aggiornamentoGio, 14 Dic 2017 10am

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Rapporto condizione giovanile "Tonioli", mons. Caiazzo: l'assistenzialismo non aiuta a crescere

MATERA - La condizione giovanile è un tema assai caro al vescovo della città dei Sassi, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, che continua instancabilmente a puntare tutto sui giovani. Ieri mattina, presso la Casa Sant’Anna è stato presentato il rapporto sulla condizione giovanile in Italia elaborato dall’Istituto Toniolo - ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentato da Paola Bignardi. I dati in parte elaborati su un campione di 6mila giovani lucani hanno messo in evidenza che il livello di felicità di un giovane che non studia e non lavora è preoccupante. Il giovane disoccupato vive una condizione depressa di sé per venti volte superiore a quella di un giovane impegnato. Un problema che spesso affligge i giovani italiani è proprio quello della depressione.

L’ultimo capitolo del rapporto ha trattato la fede. Il senso di religiosità nei giovani del Sud mostra una percentuale più alta tra i ragazzi italiani che si dichiarano cattolici credenti. Tra il Sud e il Nord ci sono 8 punti di distanza che dimostrano che al Sud c’è una stabilizzazione dei valori. Tuttavia la dimensione religiosa è poco importante e la maggior parte dichiara di credere in Dio e di pregare a modo proprio. I ragazzi italiani credono in Dio, pregano a loro modo e amano Papa Francesco. Per queste e per altre ragioni, la voce di tutti i vescovi di Basilicata si eleva per cercare una soluzione e promuovere l’occupazione giovanile qualificando anche la vita associativa dei giovani. Il dialogo tra il vescovo Caiazzo e i giovani continuerà anche nei prossimi giorni a Milano, dove monsignor Caiazzo incontrerà i giovani studenti universitari lucani. Ogni giovane lucano è stato contattato direttamente dal vescovo attraverso un mezzo di comunicazione che prende sempre più piede. Si tratta di una lettera e non di una e-mail. “Ricevere una lettera dal proprio vescovo vuol significare accorciare le distanze con Dio. E’ un dono inatteso per il Natale da parte di una delle più alte cariche religiose della mia regione”. Sono le parole di Maria, una giovane studentessa lucana che vive a Milano per studio. “Don Filippo – ha dichiarato monsignor Caiazzo -, poc’anzi ha accennato al convegno di Cagliari che voglio riprendere perché ha coinvolto tutta la chiesa italiana e oltre mille delegati. Tra gli invitati c’erano parecchie persone, tra cui molti laici, imprenditori e finanche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. E’ stato un modo di incontrarci diverso dal solito che ha visto novanta gruppi impegnati a discutere su tematiche per affrontare problematiche e individuare proposte. La mancanza di progettualità è una carenza forte che bisogna recuperare. Non bisogna accontentarsi di questa forma degradante di assistenzialismo che non ci ha aiutato a crescere. Bisogna puntare sulla formazione per arrivare alla progettualità. Ci sono state parecchie proposte – ha concluso il vescovo Caiazzo - tra cui voglio ricordare la sostenibilità ambientale e sociale. A Cagliari sono state fatte proposte concrete sia al Governo italiano, sia a quello europeo.  Concludo dicendo che abbiamo bisogno di progetti ben precisi che occupino strutture per produrre per il bene di tutti e non per quello personale”.

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