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Policoro, cittadini allarmati: "Il canale Torremozza ci fa paura"

POLICORO- Parlano di grave pericolo. Hanno paura che quanto accaduto nel 2013 possa ripetersi. In una nota un gruppo di cittadini di Policoro sollecita l’attenzione delle istituzioni e degli Enti competenti, affinchè si intervenga per la messa in sicurezza dell’area in cui insiste il canale del Consorzio di bonifica.

La zona interessata è in località Torremozza tra va Piave e via San Giusto e il corso d’acqua è il C7. «Già cinque anni fa a causa delle intense piogge e del mancato deflusso delle acque del canale rilevano i cittadini nel comunicato congiunto - i terreni circostanti sono stati invasi completamente dall’acqua. L’evento alluvionale aveva interessato tutta la costa metapontina creando rilevanti danni ai fondi agricoli, alle strutture immobiliari e allo stesso canale, la cui portata è stata fortemente compromessa da alcuni lavori che ne hanno irrimediabilmente ridotto la capacità di deflusso delle acque con conseguente gravissimo rischio e potenziale pericolo alle cose ma soprattutto alle persone che ci vivono e lavorano. Rischio acclarato e documentato da uno studio idraulico-idrologico del Regolamento Urbanistico pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Policoro eseguito su incarico del Comune dall’ingegnere civile idraulico Giovanni Martino. Nella relazione è precisato che “I risultati modellistici indicano che la situazione è particolarmente critica in corrispondenza del canale C7 a causa anche del tombino di attraversamento su via San Giusto che interviene come una vera e propria strozzatura, parzializzando la portata in uscita e riducendo la capacità di smaltimento del Canale a circa 1/3 di quella potenzialmente attivabile in assenza della stessa”. All’uscita dell’impianto idrovoro di via San Giusto, quindi nel canale del Consorzio “qualcuno” ha realizzato un tombino di attraversamento della strada che agisce da vera e propria barriera impedendo, appunto, la capacità di smaltimento delle acque». Nel comunicato si chiede, inoltre, chiarezza circa la modifica del deflusso delle acque avvenuta, dicono, in maniera misterioso. da qui la necessità di sapere chi l’abbia mai autorizzata e chi costruita e collaudata.

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