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Ultimo aggiornamentoSab, 25 Ott 2014 9am

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“Bonus carburante iniquo, meglio pannelli fotovoltaici per ogni famiglia lucana”

POTENZA- Dal computer in ogni casa al bonus benzina. Da un’iniziativa del governatore rosso (Bubbico) a una legge del governo Berlusconi. Tanta la differenza di impostazione e di equità.

A rimarcare il diverso ruolo sociale dei due provvedimenti sono i giovani del Partito democratico. Le royalties del petrolio utilizzate per lo sconto benzina non convincono. Dopo una fase di stasi della polemica tra Pd e Pdl sull’utilizzo dei proventi aggiuntivi del petrolio per le card carburanti ai patentati lucani, a rilanciare lo scontro politico ci pensano i Giovani Democratici che attaccano le scelte di Parlamento e Governo (allora a maggioranza berlusconiana) che ne hanno deciso l’utilizzo dei proventi in modo “eguale” a prescindere dai redditi. “Tale misura -si legge in una nota- è profondamente ingiusta. Non è assolutamente accettabile un intervento per cui si arrivi ad assegnare lo stesso inconsistente importo a chi ha un reddito mensile di diecimila euro come a chi ne ha uno di soli 400 euro”. Allo stesso tempo, a beneficiarne del provvedimento, più che i lucani, sarebbero le “già troppo agevolate compagnie petrolifere, attraverso l’induzione all’ulteriore consumo di carburante; non agevola lo sviluppo di un approccio ecosostenibile alla mobilità e quindi la costruzione di una società veramente moderna!”. Non lesinando critiche al Pdl e alla cultura berlusconiana (“demogogica”), i Gd ritengono che le risorse destinate allo stesso in futuro debbano essere utilizzate in modo diverso. A parte i 33 milioni (l’ulteriore 3% delle royalties sul petrolio per il 2009) e i 55 milioni per il 2010, ora si dovrebbe modificare la legge mutando destinazione. Nella campagna “Noi che facciamo?” promossa dai giovani Pd, si lanciano idee sull’utilizzo delle somme rivenienti dal petrolio.  Negli anni scorsi la Basilicata si è distinta per l’iniziativa un computer in ogni casa, ora i Gd auspicano che ogni famiglia, con priorità per quelle giovani e meno agiate, abbia un impianto fotovoltaico, utile a soddisfare i consumi domestici. E si fanno anche i conti: tenendo presente che il costo di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia per una famiglia media è di 6mila euro, con le sole risorse del bonus idrocarburi del 2012 si riuscirebbero ad installare circa 9mila impianti. Sviluppando un’accurata rete e le necessarie sinergie con i vari enti di ricerca ed università presenti sul territorio, si riuscirebbe a rilanciare in modo straordinariamente lungimirante l’economia lucana. Inoltre si aiuterebbe la crescita di un modo di produrre energia assolutamente più democratico e solidale, per cui, anche i vantaggi proveniente dagli incentivi per le rinnovabili pagati dagli italiani nelle bollette, non favorirebbero la rendita economica ed i ricchi imprenditori, come purtroppo negli ultimi anni con la costruzione dei grossi ed antiestetici impianti è avvenuto, ma bensì le famiglie e tutti i cittadini lucani. “La politica -si legge nella nota- non può anteporre piccoli interessi di bottega, quale può essere l’immagine di chi ha orgogliosamente promosso tale misura, al bene della collettività”. Nei prossimi giorni volantinaggi in tutta la regione per informare i lucani e pressioni sulla politica affinchè cambi rotta. Dal Pdl -anche in passato- però si chiedeva conto dell’utilizzo dell’altro 7% delle royalties e della resa dei tanti fondi comunitari e nazioanali “investiti” sul territorio. Ma la polemica politica è solo all’inizio.

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