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Lab, il direttore Fiore: "Il reddito minimo non è per sempre. Bisogna creare lavoro"

POTENZA – L’iter procedurale per l’erogazione delle indennità alle 2.822 unità spettanti è complesso e piuttosto articolato. Ma da oggi si cambia. Le proteste dei beneficiari del reddito minimo d’inserimento e la scarsa sintonia tra Comuni, Banca Popolare di Bari e Lab nell’espletamento delle proprie mansioni hanno spinto il direttore generale dell’agenzia regionale del Lavoro, Antonio Fiore, ad assumere una decisione.

“Da questo mese in poi lavoreremo le pratiche dei beneficiari delle amministrazioni comunali che rispetteranno i tempi di consegna della documentazione. Contrariamente, gli altri andranno in coda”. Fino a ieri, invece, la Lab si rimetteva praticamente nelle mani dei 104 comuni interessati, alcuni dei quali impiegavano più giorni del previsto nella comunicazione dei dati. Al netto delle criticità riscontrate, Fiore invita a non perdere di vista le finalità prefissate e a ricordarne la portata. «La Regione Basilicata, di concerto con i sindacati, ha messo sul piatto 30 milioni di euro all’anno a garanzia di un sostegno a questa fetta di lucani. E’ una misura che sta funzionando e che altre Regioni non hanno. Il nostro programma di inclusione è stato valutato dal Ministero del Lavoro quale buona pratica”. Intervenuto negli studi de “La Nuova Tv” nel salotto di “Caffè di Traverso” - spazio d’approfondimento curato da Mariolina Notargiacomo - il direttore fa il punto sul percorso inaugurato sei mesi fa.

Direttore, dal ritardo accumulato per l’avvio del programma siamo passati ai rallentamenti costanti nella corresponsione degli accrediti. Si è capito che la procedura è complessa e che siamo ancora nella fase di rodaggio, ma la card? Si registrano ritardi anche per la consegna della ricaricabile...

Insieme con la banca tesoriera della Regione abbiamo costruito questo strumento che rappresenta un momento supplementare di erogazione nei confronti di tutti i nostri beneficiari. Sì certo! Per snellire le procedure. E’ un servizio che la rete territoriale della banca popolare di Bari sta mettendo a disposizione, quindi da questo punto di vista c’entriamo poco. Stiamo sollecitando la banca affinché si proceda con più sveltezza. Ma non le nascondo che in tanti si sono rivolti all’agenzia perché non prediligono questa forma di pagamento. Stiamo registrando delle defezioni. Al momento hanno ricevuto la card in 600. Però, come le dicevo in molti chiedono che gli venga erogato l’assegno, come in precedenza. E un ulteriore inghippo che sta complicando le procedure.

L'intervista integrale sull'edizione cartacea de "La Nuova del Sud"

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