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Ultimo aggiornamentoLun, 15 Ott 2018 9am

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Asp, l'odissea dei pazienti affetti da disabilità e delle loro famiglie

POTENZA- E’ sempre più difficile e farraginoso curarsi in Basilicata. Quando una famiglia incontra un problema di disabilità, in particolare con i congiunti di una certa età, le difficoltà di accesso ai servizi del sistema sanitario regionale si accentuano piuttosto che ridursi.

Poniamo che abbiamo un congiunto, che in seguito ad un evento acuto esce dall’ospedale con una difficoltà deambulatoria, in caso di trattamento riabilitativo in regime di ricovero, il paziente viene indirizzato ad altre strutture preposte a questo scopo e dopo un periodo di degenza torna al proprio domicilio e iniziano i veri problemi. Il paziente torna al proprio domicilio e la famiglia deve preoccuparsi di ottenere i presidi necessari e ove necessario la terapia domiciliare. Per ottenere un presidio, la Asp esige una prescrizione di un proprio specialista e dunque bisogna fare una richiesta di visita specialistica ambulatoriale o domiciliare con tempi che variano da 15 giorni ad alcuni mesi a seconda dello specialista. Dopo la visita, lo specialista prescrive il presidio e la famiglia deve inoltrare l’istanza all’ufficio protesico, che deve apporre un’ulteriore autorizzazione che nella migliore delle ipotesi richiede due tre settimane. Solo successivamente la ditta che fornisce i presidi contatta la famiglia e li consegna. Per un paziente che non riesce a deambulare possono passare da un minimo di un mese a diversi mesi per ottenere quanto gli spetta di diritto per la babele burocratica che pervade l’Asp. Questo stesso paziente, che ha maturato il diritto in seguito all’insorgenza delle patologie alle forme di esenzione previste, si deve recare presso gli sportelli dell’Asp per ottenere quanto gli spetta e si trova ad affrontare file di ore ed a volte deve tornare per più giorni di seguito. Lo stesso paziente, quando scade l’esenzione che, inspiegabilmente, per patologie croniche invalidanti che non potranno mai guarire prevede una scadenza, dovrà ripetere la stessa trafila. Il paziente non deambulante ha bisogno già alla dimissione dalla struttura di ricovero di una sedia a rotelle pieghevole per consentire il trasporto tra le strutture e l’abitazione. Per ottenere la sedia a rotelle pieghevole è necessario avere la prescrizione dello specialista come per gli altri presidi solo che fino a qualche mese fa il presidio poteva essere scelto presso qualsiasi rivenditore che poi quotava il costo come da tariffario e se lo faceva rimborsare dall’Asp.

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