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Sanità, l'Hospice dà vita alla città. Maratona di eventi a Potenza

POTENZA – Un’iniziativa inedita per aprirsi al territorio e promuovere l’universo ancora poco conosciuto delle cure palliative. Nasce così “CurArte”, organizzata dall’associazione Amici dell’- Hospice di Potenza in stretta collaborazione con l’associazione “Letti di Sera”.

L’arte si mette così a servizio dell’Hospice dell’ospedale San Carlo di Potenza per mettere in luce la necessità del prendersi cura degli altri e dell’ambiente che ci circonda. Marcello Ricciuti, direttore della struttura presente nell’ospedale di Potenza e Lea Riviello, presidente dell’associazione Amici dell’Hospice hanno svelato i dettagli della manifestazione in programma lunedì prossimo negli studi di “Caffè di Traverso”, la rubrica di approfondimento curata da Mariolina Notargiacomo in onda su “La Nuova Tv”. Il dottor Ricciuti si è anche soffermato sull’incidenza delle patologie tumorali e sulla stretta connessione, in Basilicata, ai fattori ambientali. “Quando parliamo di cura, dobbiamo parlare anche di cura dell’ambiente - afferma il direttore - perché ci sono malattie che possono essere prevenute quando è possibile, proprio perché scatenate dall’esposizione a inquinanti”.  
CURARTE
“Sono ben 30 gli eventi in calendario - spiega Riviello -  che si susseguiranno e alterneranno nella giornata di lunedì, dal pomeriggio fino a tarda notte. Attraverso la lettura, la musica, il teatro, la danza e le proiezioni grafiche i promotori mirano a coinvolgere il mondo associazionistico, riservando un’importante finestra anche alle cure palliative. Previsto il coinvolgimento dei bambini delle scuole “Luigi Da Vista” e “Torraca-Bonaventura” che ci racconteranno la loro interpretazione della cura. Il clou degli eventi si terrà per tutte le piazze di via Pretoria, ma la giornata si aprirà proprio all’Hospice del San Carlo alle 17.  La maratona proseguirà fino a mezzanotte, quando con il concerto finale in Largo Duomo si concluderanno le iniziative. Molti eventi si terranno in contemporanea in determinate fasce orarie: 19.30, 20,30 e 22.

LE FINALITA’
DELL’EVENTO
L’ultimo evento organizzato in hospice ha visto protagonisti i Portatori del Santo nel giorno delle festività patronali. Ora la struttura torna nuovamente ad aprirsi all’esterno. “L’idea - svela la presidente Riviello - nasce per celebrare 10 anni di attività dell’associazione Amici dell’Hospice San Carlo.  Abbiamo sempre fatto rete, in questo caso è nata questa bella collaborazione con Letti di Sera. Al di là della conoscenza della struttura Hospice e delle cure palliative, riteniamo fondamentale aprire le porte, coinvolgere le istituzioni, l’università e il mondo associazionistico. Quando noi parliamo di compito sociale del volontario - aggiunge - facciamo riferimento a due funzioni: la prima è quella di portare la conoscenza delle cure palliative e dell’hospice all’esterno, ma importante è anche portare il mondo esterno all’interno dell’hospice e abbattere le barriere legate all’allettamento”.
IL DIPARTIMENTO
Ricciuti descrive poi la realtà del dipartimento. Gli hospice in Italia sono oggi 250. In Basilicata ce ne sono quattro attivi a Potenza, al Crob di Rionero, a Stigliano e Lauria. “Prossimamente - preannuncia - verranno inaugurati l’hospice di Viggiano e un hospice pediatrico a Lauria. Si lavora in rete con le cure palliative domiciliari, assicurate sia dall’assistenza integrata delle due aziende sanitarie, sia da altre realtà storiche come l’Ant. Il nostro è un hospice allocato all’interno dell’ospedale San Carlo ma accedendovi - prosegue il dottor Ricciuti - si respira un’aria diversa rispetto al nosocomio classico. Ogni paziente ha la sua stanza, non ci sono orari di visita, i familiari possono essere sempre presenti e collaborano con il personale per l’assistenza dei pazienti, mostrando così vicinanza verso queste persone affette da malattie inguaribili.
L’ASSISTENZA
“Prima queste persone venivano abbandonate un po’ a se stesse dalla medicina cosiddetta ufficiale perché non c’èrano più strumenti a disposizione. Oggi invece – puntualizza Ricciuti - inguaribilità non significa incurabilità. E’ sempre possibile curare non solo il dolore fisico, ma anche il dolore dell’anima che accompagna questo tipo di esperienze”.
INCIDENZA
TUMORI
Difficile tracciare una panoramica esaustiva sul fenomeno dell’incidenza tumorale in Basilicata. Ma stando a stretto contatto quotidianamente con i pazienti, il dottor Ricciuti esprime la sua autorevole opinione. “Le cure palliative sono nate storicamente soprattutto per i malati oncologici. Purtroppo non c’è in Basilicata un registro tumori che permette di effettuare raffronti tra il passato e il presente. Ma certamente l’impressione è quella di un’estensione della malattia oncologica e anche di una precocità. Molti pazienti sono di giovane età. Ma non posso avvalermi di numeri certi”.
I PERICOLI
DERIVANTI
DALL’INQUINAMENTO
“Credo non ci siano delle grossissime differenze rispetto all’andamento nazionale. Il problema - dichiara contestualmente - è che le cause largamente ancora sconosciute per questa malattia sembrano rapportate, oltre che a fattori genetici, anche a fattori ambientali. E i fattori ambientali anche in Basilicata stanno impattando negativamente perché in questi decenni di progresso scientifico e tecnologico abbiamo trascurato probabilmente la protezione dell’ambiente”.

 

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