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Sanità: nomine, concorsi truccati e raccomandati. Arrestati il governatore Pittella e il dg dell'Asm Quinto

MATERA - Terremoto giudiziario sulla Basilicata a pochi mesi dall’appuntamento elettorale delle Regionali di autunno. Dopo la Rimborsopoli del 2013 stavolta è il sistema sanitario regionale a uscirne con le ossa rotte.

Gli accertamenti eseguiti dalla procura della Repubblica di Matera e dalla guardia di finanza hanno portato alla luce il “totale condizionamento della sanità pubblica da parte di interessi privatistici e da logiche clientelari politiche”. Sono una trentina le misure restrittive emesse. Spiccano l’arresto in carcere di Pietro Quinto commissario dell’Azienda sanitaria di Matera (già direttore generale dell’Asm) e di Maria Benedetto (direttrice amministrativa dell’Asm). Agli arresti domiciliari (nella sua abitazione di Lauria) il governatore della Regione Basilicata, Marcello Pittella. Le indagini sono cominciate circa un anno e mezzo fa in seguito all’esposto di un dipendente di una ditta fornitrice di servizi che non aveva ricevuto la sua quota di tfr. I dettagli dell’operazione “Il Suggello” sono stati forniti ieri mattina a Matera, in una conferenza stampa, dal procuratore Pietro Argentino.

30 MISURE CAUTELARI Le trenta misure restrittive, 22 arresti e otto obblighi di dimora, emesse dall’ufficio del gip del Tribunale di Matera riguardano persone coinvolte “a vario titolo in fatti riconducibili a reati contro la Pubblica amministrazione“. In carcere come detto è finito il commissario straordinario dell’Asm, Pietro Quinto, che attraverso il suo legale, Vincenzo Montagna, ha già annunciato le dimissioni dall’incarico: per lui le accuse sono di corruzione e turbata libertà degli incanti. In carcere anche la direttrice amministrativa dell’Asm, Maria Benedetto. Ai domiciliari invece il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza, Giovanni Chiarelli, il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Maddalena Berardi, e un dirigente del Centro oncologico regionale della Basilicata di Rionero, Gianvito Amendola. Ci sono poi il direttore generale dell’Asl di Bari, Vito Montanaro, e il responsabile dell’anticorruzione della stessa Asl, l’avvocato Luigi Fruscio di Barletta. Ai due indagati pugliesi, entrambi agli arresti domiciliari, viene contestato un episodio di abuso d’ufficio legato ad un presunto concorso truccato alla Asl di Matera.

LE ACCUSE AL GOVERNATORE Per Marcello Pittella l’accusa è di falso e abuso d’ufficio. Il provvedimento gli è stato notificato dalla finanza. Nelle carte dell’ordinanza di arresto del governatore della Basilicata il gip evidenzia il «sistema di corruzione e asservimento della funzione pubblica a interessi di parte su sollecitazione di una moltitudine di questuanti». Il presidente della Regione nelle carte viene definito il «deus ex machina della distorsione istituzionale» che si è verificata nella sanità lucana. Lo scrive il gip di Matera Angela Rosa Nettis nell’ordinanza sottolineando che Pittella «non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza» della sanità regionale, «ma influenza anche le scelte gestionali» delle Asl «interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali» tutti da lui nominati. “Dobbiamo accontentare tutti” si legge in un’intercettazione di Pittella. Frasi che secondo le indagini delle fiamme gialle rivelano come cercasse di gestire nomine e concorsi pubblici, gonfiando il punteggio dei candidati. Intanto a caldo persone vicine al governatore lucano hanno definito la sua posizione nella vicenda «surreale».

QUINTO IL “COLLETTORE” Per gli inquirenti il commissario dell’Asm, Quinto è il “collettore delle raccomandazioni che promanano da Pittella”. Dunque è la figura chiave dell’inchiesta, quella di “indubbio potere”.

CONCORSI TRUCCATI Quattro concorsi sono risultati “viziati” da abusi d’ufficio, rivelazioni indebite di segreti d’ufficio e falsi in atti pubblici”. Il “taroccamento” dei punteggi per il procuratore è stato “condotto con precisione matematica”. Ci sono poi il dg dell’Asl di Bari, Vito Montanaro e il responsabile dell’anticorruzione dell’Asl. Ai due viene contestato un abuso d’ufficio legato a un presunto concorso truccato all’Asl di Matera.

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