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Val d'Agri, la Vis non basta: "Bene l'approccio. Ma servono integrazioni"

POTENZA - La valutazione di impatto sanitario (Vis) eseguita fra il 2013 e il 2015 in Val d’Agri, in particolare nei comuni di Viggiano e Grumento Nova - per capire le conseguenze delle estrazioni e delle lavorazioni petrolifere sulla salute della popolazione - ”non può considerarsi conclusiva”.

Lo ha scritto il Direttore del Dipartimento ambiente e salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Eugenia Dogliotti, nelle ”conclusioni generali” all’esame della Vis. Nel rilevare che ”l’associazione causale tra inquinamento atmosferico e malattie circolatorie e respiratorie è sostenuta da un’ampia letteratura scientifica ed ha una ben definita plausibilità biologica”, le conclusioni spiegano che ”questa associazione è anche suggerita dai risultati dello studio, tuttavia, sulla base delle criticità emerse nella fasi di stima dell’esposizione, lo studio non può considerarsi conclusivo”. L’Iss ha raccomandato ”che questo tipo di indagine epidemiologica sia utilizzata, come proposto dagli autori, quale strumento principale di indagine sul territorio, previo miglioramento della metodologia di valutazione dell’esposizione”.

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