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Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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Regionali 2019, "picche" anche a Zingaretti. I pittelliani non indietreggiano

POTENZA– L’invocato intervento da Roma, via Zingaretti, è arrivato. E almeno per qualche ora ha sortito l’effetto sperato, specie tra gli antipittelliani, convinti sostenitori di un progetto unitario.

Ma, la nota a firma di tre “fedelissimi” dem lucani del governatore del Lazio, ha gelato le loro aspettative, riavvolto il nastro e ripristinato lo status quo. Roberto Cifarelli, Vito Giuzio e Cosimo Muscaridola, pur di ritrovarsi uniti attorno a Pittella, decidono, in pratica, di rispondere picche al loro referente nazionale. Giornata pazza quella di ieri nelle fila del centrosinistra, all’indomani del voto in Abruzzo e del risultato conseguito dal candidato Legnini. A Pescara e dintorni la coalizione unita ha retto, superando il tetto del 30%. Già il senatore Margiotta in mattinata, commentando i dati abruzzesi, aveva indicato nuovamente la strada alle altre anime del partito. “Uniti, possiamo farcela”, aveva nella sostanza cinguettato. Poi, a distanza di un paio di ore, la nota a firma di Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd. ”Mi permetto di fare un appello a tutti i protagonisti della vicenda della Basilicata e mi permetto di dire: fermatevi e riflettete. Andare con due, forse tre diversi candidati è un errore politico. Mi permetto di suggerire una riflessione - ha aggiunto -facciano tutti un passo indietro e si lavori innanzitutto con un obiettivo, quello di arrivare a una candidatura unitaria che dia un segnale al nostro popolo e al nostro elettorato per essere credibili. Io rispetto le dinamiche locali, ma è evidente anche dal voto dell’Abruzzo quello che sapevamo prima: divisi non è una soluzione. Anche in Basilicata auspico che ci si possa in queste ore fermare, aprire una riflessione, ripartire per una candidatura che unisca e non frammenti. Si vota per il bene dell’Italia e non per testimoniare una posizione”. Zingaretti ha optato per la linea soft, senza mettersi di traverso e agire da “commissario” del pd.

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