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Centrosinistra, serve generosità

Cari amici e compagni, sarà irrituale, ma mi scuserete se utilizzo la forma dell’appello per comunicare alcune riflessioni al gruppo dirigente del mio Partito e a quello dell’intero centrosinistra lucano.

Purtroppo, a differenza del passato, sembra che a nessuno interessi ascoltare cosa pensino, dicano o suggeriscano gli iscritti e gli elettori delle nostre comunità sul futuro della nostra Regione. Ai più appare che tutto venga deciso al chiuso di quattro stanze e tra pochi addetti ai lavori, spesso autoreferenziali e, comunque, posizionati al loro posto prima della batosta elettorale del 4 marzo scorso. Sembra che tanti dirigenti si siano già scordati del disastro politico ultimo e di tutte le conseguenze che oggi l’Italia sta attraversando. Come si fa a non accorgersi del pericolo che si corre di fronte ad un governo nazionale di destra che utilizza costantemente la propaganda per nascondere le sue difficoltà, che semina odio sociale e razziale, che tenta di smantellare gradualmente ed in modo penetrante il sistema democratico e costituzionale italiano ed gni, sarà irrituale, ma mi scuserete se utilizzo la forma dell’appello per comunicare alcune riflessioni al gruppo dirigente del mio Partito e a quello dell’intero centrosinistra lucano. Purtroppo, a differenza del passato, sembra che a nessuno interessi ascoltare cosa pensino, dicano o suggeriscano gli iscritti e gli elettori delle nostre comunità sul futuro della nostra Regione. Ai più appare che tutto venga deciso al chiuso di quattro stanze e tra pochi addetti ai lavori, spesso autoreferenziali e, comunque, posizionati al loro posto prima della batosta elettorale del 4 marzo scorso. Sembra che tanti dirigenti si siano già scordati del disastro politico ultimo e di tutte le conseguenze che oggi l’Italia sta attraversando. Come si fa a non accorgersi del pericolo che si corre di fronte ad un governo nazionale di destra che utilizza costantemente la propaganda per nascondere le sue difficoltà, che semina odio sociale e razziale, che tenta di smantellare gradualmente ed in modo penetrante il sistema democratico e costituzionale italiano ed C europeo? La ripetizione dell’attacco al Presidente della Repubblica di Grillo (dopo quello di pochi mesi fa di Di Maio e Salvini) è soltanto l’ultimo clamoroso atto del qualunquismo dilagante e del sovranismo estremistico al governo. Ho l’impressione che non si sia capita la lezione e che si faccia di tutto perchè anche qui in Basilicata si ripeta il disastro politico nazionale. Nei giorni scorsi, da iscritto, ho partecipato al Congresso provinciale di Potenza dei Pensionati della Cgil. Ho scrutato il volto segnato dalla fatica e dal tempo di tante delegate e delegati; ho ascoltato le loro parole di delusione e ho colto i sentimenti e le emozioni di chi ha dedicato una vita al lavoro, al mantenimento della propria famiglia. Ho intravisto anche l’orgoglio di chi sa di aver contribuito dal basso a salvaguardare la democrazia nel Paese e di aver fatto sacrifici per lo sviluppo economico italiano. Nei volti e nelle parole di quello che una volta chiamavamo ” il nostro popolo”, ho letto il timore per un futuro incerto, non solo per se stessi, ma soprattutto per i figli e i nipoti, per questa Italia che sembra voler tornare indietro. Si può tacere di fronte a tutto ciò? Questo popolo, che ha permesso a me di avere l’onore di rappresentarlo a vari livelli istituzionali, ha bisogno di nuove sicurezze, di nuove speranze, anche di nuovi sogni. Perciò non mi arrendo e per questo vi scrivo pubblicamente, credendo ancora nelle capacità di governo del centrosinistra e nel ruolo costituzionale dei Partiti democratici. Sento dentro di me quelle ansie e la passione politica di quegli occhi. Di qui, alcune mie riflessioni, espresse esplicitamente e non in politichese, sulle prossime elezioni regionali e sul futuro della Basilicata. 1) Negli ultimi venti anni di governo regionale, il centrosinistra ha fatto tante cose buone, ma anche tanti errori. Ha salvaguardato l’integrità regionale. Ha sconfitto chi voleva trasformare la Basilicata in deposito nucleare. Ha prodotto seri Piani Sanitari Regionali, apprezzati a livello nazionale. Nel rispetto dell’interesse generale, ha imposto alle varie compagnie un serio accordo sullo sfruttamento petrolifero. Si è battuto con dignità, anche attraverso la forma referendaria, per evitare nuove trivellazioni. E tanto, tanto altro ancora. Ma la sofferenza dei territori, le insoddisfazioni e la sfiducia di molti cittadini, stanno a dimostrare che errori sono stati commessi e la Politica non ha sufficientemente coltivato la partecipazione democratica delle comunità. Anche gli ultimi fatti giudiziari, al di là dall’esprimere valutazioni sui fatti che spettano alla magistratura e al rispetto per chi ha operato e sicuramente saprà dimostrare la propria correttezza gestionale, creano sfiducia nelle istituzioni e nei partiti. 2) Prima di parlare del futuro candidato Governatore, il centrosinistra ha bisogno ora, come spesso dice un mio caro amico, di affermare un’identità ideale, un progetto politico, un itinerario programmatico da costruire insieme, una iniezione di nuovi rappresentanti istituzionali provenienti dai territori e da esperienze politiche ed amministrative, un rinnovamento insieme ad una continuità. Il centrosinistra ha bisogno esso stesso, di tornare a sognare prospettando un nuovo futuro, anche nel metodo di governo. Insomma, noi stessi dobbiamo essere il cambiamento, non altri. 3) Di qui l’appello perché, con uno scatto di reni, le forze del centrosinistra lucano ritornino a parlarsi, ad aprire un vero cantiere dove costruire un serio accordo programmatico e politico che guardi agli interessi della Basilicata in generale, che promuova un nuovo patto sociale ed economico per la regione (giovani, donne, lavoratori, imprenditori, insegnanti, famiglie), che dia risposte nuove di lavoro, di occupazione, di salute, di case, di stato sociale, di ambiente, di giustizia, di partecipazione. 4) Poi si scelga insieme il Presidente, non un trasferimento di poltrone, ma una figura che rappresenti la sintesi del patto sottoscritto, voluto e sostenuto da tutti (in tal modo non servono primarie), senza egoismi politici e personali, senza veti contrapposti, senza fuoco amico. Una figura politicamente e culturalmente alta, che unisca e non divida, che abbia radici profonde in questa regione, che creda nel nuovo corso e che sappia spingere e motivare candidati, militanti ed elettori intorno al nuovo progetto per la Basilicata. 5) Un volto nuovo? Si, se c’è e se corrisponde a quelle caratteristiche sopra evidenziate. Oppure una personalità di grande esperienza politica, istituzionale e culturale, con grandi competenze conquistate sul campo e che sappia parlare a tutti (lavoratori, imprenditori, sindacati, associazioni di volontariato) e dovunque (in Basilicata, a Roma, in Europa), una personalità a cui chiedere il sacrificio di mettersi a disposizione ancora per la sua regione, con lo stesso spirito di servizio e di disinteresse personale dimostrato negli anni. Un ultimo sforzo chiesto da tutto il centrosinistra che, con coesione ed entusiasma, lo dovrà sostenere. 6) Insomma, cari Pd e centrosinistra, ci vuole coraggio, buonsenso e generosità politica, perchè serve un nuovo clima di unità che aiuti anche a superare rancore ed odio, delegittimazione reciproca, divisioni e pressapochismo. Avanti, possiamo farcela, io ci credo ancora.

*Già Parlamentare e Sindaco di Melfi

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