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Mar03262019

Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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Nell'ex Magneti Marelli sarà cementificazione selvaggia

Lo scorso 21 maggio è stato stipulato protocollo di Intesa tra il Comune di Potenza (a firma del Sindaco Dario De Luca e l’Assessore all’Urbanistica Rocco Pergola) e il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della provincia di Potenza (a firma dell’ex Commissario Cardinale) per la ridefinizione degli ambiti territoriali potestà pianificatoria e gestionale e per il trasferimento e l’utilizzo di aree ricadenti nella zona industriale.

Ad oggi, in attesa dei provvedimenti regionali da emanarsi ai sensi degli artt. 27 e 28 della L.R. 28/2010, a seguito dei quali si procederà a definire e dettagliare le rispettive competenze di Comune di Potenza e Consorzio per lo Sviluppo Industriale della provincia di Potenza, quello che la stragrande maggioranza dei cittadini non sa e che invece dovrebbe necessariamente conoscere, è che la città di Potenza si appresta a subire la più grande colata di cemento della sua storia, per l’esattezza nella parte est, nell’area industriale adiacente la Siderpotenza. Parliamo ovviamente di cifre, in metri quadri, notevoli da destinare al più grande supermercato della città, con tanto di centri direzionali, attività espositive e ricettive. Nello specifico, l’area in questione è quella della ex Rabotti, ex Magneti Marelli per intenderci, che il suo primo proprietario pensò bene di vendere per ben due volte, provocando un contenzioso giudiziario durato circa vent’anni. L’obiettivo della vendita era la realizzazione di un centro intermodale logistico che doveva, almeno sulla carta, anche recuperare una ventina di ex dipendenti della azienda venditrice. Naturalmente nessun centro logistico è stato mai realizzato, di quelle venti unità nessuna notizia, nel mentre la proprietà magicamente passava di mano in mano con la sola registrazione significativa dell’allargamento dell’area attraverso l’acquisizione di altri lotti, compresi quelli della Curia e del Demanio. Così operando, si arriva a una certa società Retail Building che acquista altre aree contermini, quella dell’ex depuratore consortile e quella dell’istituto Diocesano per il sostentamento del Clero della Diocesi di Potenza, Muro Lucano e Marsiconuovo, addirittura per un ettaro e mezzo. Si arriva in questo modo a sei ettari di terreno e a un bel progetto che contempla decine di migliaia di metri quadrati di superficie coperta, compresa una proposta di variante delle norme tecniche in cui si concede la possibilità, per questa nuova area, di incrementare la superficie coperta dall’attuale 33,3% al 50% per minimizzare l’impatto visivo dei corpi di fabbrica. In conclusione, la città di Potenza a breve sarà sommersa da ulteriore cemento di superficie coperta, che è assodato non porterà nessun beneficio agli operai rimasti purtroppo senza lavoro. Inoltre, noi mal pensanti riteniamo che non si assolutamente necessario procedere nella realizzazione di una grande opera (tutta privata) solo per salvaguardare alcuni seppur importanti posti di lavoro, utilizzando i poveri operai e le loro famiglie come alibi. Vanno ricordati anche i privilegi a cui si avrà accesso non pagando la Bucalossi considerato che nella normativa speciale non se ne parla. Per la verità non si conosce neanche se verranno ristorati i servizi e le infrastrutture già realizzate dal Consorzio. Allora è lecito chiedersi se ci troviamo di fronte all’ennesima speculazione edilizia. Ci chiediamo se è davvero necessaria questa nuova mega struttura privata alla città di Potenza considerato che nel raggio di un chilometro di Viale del Basento ci sono sei supermarket e un altro ne sarà costruito. E di contro ci chiediamo cosa ne guadagnerebbero le piccole e già martoriate attività commerciali cittadine. Noi riteniamo che non si debba lasciar realizzare tutto questo scempio con la promessa della creazione di nuovi posti di lavoro. Del resto i fatti passati e recenti ci hanno insegnato che le promesse sono rimaste tali. Invitiamo il Comune di Potenza, che gestirà l’area dismessa dal Consorzio Industriale, a pensare e a dare a prospettive diverse dalla cementificazione selvaggia a cittadini, artigiani e imprese che non voglio speculare, ma vogliono rilanciare il commercio cittadino, attraverso il riuso, la riqualificazione, la tutela del territorio e l’ambiente.

*Movimento 5 Stelle

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