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Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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Back Sei qui: Home Rubriche Rubriche news Lettere al direttore Il governo non vuole inceneritori

Il governo non vuole inceneritori

L’assessore regionale all’ambiente, Francesco Pietrantuono, ha poco da denunciare sull’intento del Governo nazionale di favorire l’incenerimento dei rifiuti, impugnando la legge regionale n. 38 del 2018.

La politica ambientale del Movimento 5 Stelle, anche con questo governo, è da sempre contraria all’incenerimento dei rifiuti, mentre non ci pare che possa dire altrettanto la Regione, motivo per cui, le dichiarazioni di Pietrantuono non sono nemmeno una fake news, bensi una balla spaziale. In realtà, la Regione, con la 38/2018, in un colpo solo, ha semplicemente infranto ben 4 articoli della Costituzione italiana: il 3, il 51, il 97 e il 117. La violazione del 117 è quella che ci interessa in questa questione, perché è in relazione a disposizioni in materia di impianti eolici e FER e di realizzazione di impianti energetici e di rifiuti, evidentemente stabiliti dalla legge regionale in netto contrasto con i principi fondamentali in materia di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, di tutela dell’ambiente e dei beni culturali. Giustamente il Governo si è opposto al tentativo di esproprio di prerogative nazionali da parte dell’ente locale, per stabilire un merito tra gli enti e non, come afferma l’assessore regionale all’ambiente, per un’azione volta a sconfessare una politica ambientale per favorirne un’altra. Dunque, delle due l’una, o Pietrantuono non sa stilare le leggi, perché non conosce né la Costituzione italiana né i limiti dell’azione legislativa locale che gli è consentita, oppure sta semplicemente cercando di farsi propaganda elettorale nel mondo ambientalista, a quasi due mesi dalla data del 24 marzo. Sulla gestione e sull’incenerimento dei rifiuti, la Regione Basilicata è l’ultima dei soggetti governativi che possa esprimersi vantando un’anima ambientale. Il Piano regionale dei rifiuti è rivolto all’incenerimento, con una raccolta differenziata ferma al 45% (dati Ispra) e l’assenza di una vera filiera corta per il recupero della materia prima/seconda da trasformare in nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali. Ci sono solo discariche, 22 delle quali abusive, ed esiste il vecchio inceneritore La Fenice di Melfi, che imperterrito continua a bruciare 30 mila tonnellate annue di rifiuti urbani e 35 mila di rifiuti industriali tossici e nocivi, in probabile violazione della Direttiva europea in merito agli articoli, 12, 13, 17, 25, 26 e 244 della legge 152 del 2006, con varie irregolarità dell’AIA e in assenza di rilevamenti efficaci contro l’inquinamento dell’aria da diossina, polveri sottili, H2S e Cov. Dal 2000 al 2007 questo inceneritore ha sforato i limiti di tolleranza di Piombo, Nichel, Cromo e di Mercurio (dati nascosti per 9 anni). Dal 2011 al 2016, ha registrato continui superamenti dei limiti di Ferro, Nichel, Manganese, Fluoruri, Solfati, Tricloro metano, Tricloro Etilene, Tetracloro Etilene, Dicloroproprano. Ci dica Pietrantuono, anziché spararle mediaticamente grosse, in relazione alla tutela ambientale e della salute umana espressa negli articoli violati, cosa ha fatto come assessore all’ambiente?

*Senatore-Commissione Giustizia

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