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Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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La nostra salute. IL VIZIO DEL FUMO

Si sa, molte delle cose che piacciono fanno male alla salute, ma vi è un vizio in particolare, che è una piaga terribile e nonostante tutto, non tende a diminuire: questo vizio è il tabagismo, comunemente conosciuto come “fumare”.  Pensate che il tabagismo è l’atto di bruciare le foglie secche della pianta del tabacco e inalare il fumo derivato. Una abitudine che arreca alla nostra salute e a quella di chi ci vive accanto, danni irreparabili.

Eppure da molti anni, svariate campagne informative hanno chiaramente dimostrato quanto dannoso sia il fumo ( attivo e passivo), ma nonostante ciò la società non ha dimostrato di aver recepito questo messaggio, perché si continua a fumare sempre di più e l’età di inizio di questa assurda abitudine è sempre più adolescenziale. La pratica del fumo nasce tra i Nativi Americani sia del nord che del sud America e dopo la scoperta del nuovo mondo da parte di Cristoforo Colombo, si diffonde rapidamente a tutto il globo, attraverso le vie commerciali. Ma cosa rende piacevole il fumare? Il fumo di tabacco contiene nicotina, uno stimolante che, temporaneamente, migliora la memoria, l’umore , la velocità dei riflessi, ma che poi genera una forte dipendenza chimica, fisica, psicologica. Recenti studi hanno dimostrato, inoltre che la nicotina ( fonte INSERM), dopo anni di esposizione danneggia e uccide le cellule cerebrali, grazie anche al fatto che facilmente supera la barriera emato-encefalica, e come tutti gli stimolanti aumenta l’ansia,la difficoltà nel riposo, e i disturbi del sistema metabolico, soprattutto a carico dell’apparato uro-genitale. Una volta, ricordo che, vedendo fumare un’amica di famiglia e il modo in cui  soddisfatta e rilassata, si godeva la sua sigaretta, gli chiesi che cosa la spingeva ad essere così serena, pur essendo a conoscenza dei rischi a cui si esponeva, in quanto medico;. Mi rispose “perché mi piace!”; questa risposta mi lasciò perplesso ed oggi, a distanza di anni, dopo che questa persona è morta di cancro ai polmoni, vorrei proprio capire se per quell’effimero piacere, valeva la pena affrontare poi, una malattia con sofferenze atroci e con prognosi infausta. Se ci domandiamo, infatti, quali sono i rischi  a cui si espone chi fuma, e che sono del 100% superiori, rispetto ad un non fumatore, abbiamo un elenco da far rabbrividire; la nicotina ha un forte impatto negativo sull’aspettativa e sulla qualità della vita  del fumatore a causa dell’azione vasocostrittrice indotta dalla nicotina e delle proprietà irritanti  e cancerogene di diversi prodotti che si formano durante il processo di combustione. Basti pensare che tra le quasi 4.000 sostanze isolate nel fumo di sigaretta, sono state isolate 69 sostanze cancerogene; tra le patologie correlate ,in vario grado al tabagismo, vi sono il carcinoma polmonare, il cancro del rene, il carcinoma mammario, della vescica, del pancreas e dello stomaco, patologie dell’apparato respiratorio di varia natura, fino alla bronco pneumopatia cronica ostruttiva, e patologie cardiovascolari come l’arteriosclerosi. Secondo il “Centers for Disease Control and Prevention” degli Stati Uniti, vengono attribuiti negli U.S.A., al consumo di sigarette oltre 400.000 decessi l’anno , che sono un numero considerevolmente maggiore di tutti i decessi causati dall’alcool, dalle altre droghe, dagli incedenti automobilistici e lavorativi, gli incendi, gli avvelenamenti, gli omicidi, i suicidi e l’A.I.D.S. . Purtroppo smettere di fumare non è semplice; oggi esistono terapie farmacologiche, terapie di supporto come l’agopuntura, l’ipnosi, ma il vero primo passo per affrancarsi dalla dipendenza della nicotina deve essere la consapevolezza e la volontà di voler smettere. E prima si inizia, meglio è , in quanto i danni causati non sono immediati, ma impiegano anni a manifestarsi e , generalmente, in questa fase, è troppo tardi per evitarli. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che fumando danneggiamo anche chi sta accanto a noi, come i nostri figli, i nostri colleghi, i nostri aminci, e non solo con il fumo passivo, che sono costretti a subire, ma soprattutto con il cattivo esempio. Il vizio del fumo si combatte innanzitutto con la prevenzione e questa complessa operazione coinvolge tutta la società civile. Il primo passo della prevenzione consiste proprio nell’informare dei gravi rischi a cui ci si espone , a cominciare dal mondo dell’infanzia; infatti la prevenzione intesa come educazione, deve coinvolgere attivamente i giovani, non solo perché essi possono influenzare l’atteggiamento degli adulti, ma anche perché sono le prime potenziali vittime del tabagismo. In conclusione, se avete preso atto di quanto riportato sopra, vale veramente la pena gettare la propria salute in fumo? Per dimostrare di essere diventati adulti o di essere un adulto con la testa sulle spalle, non bisogna mostrarsi con una sigaretta tra le dita, ma bisogna mostrare che non averla tra le dita è aver raggiunto la vera maturità.

 

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