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Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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La nostra salute. L'importanza della prevenzione

Abbiamo ricevuto molte domande da tanti lettori su quali siano le corrette strategie da mettere in campo per prevenire in modo corretto le malattie oncologiche. In realtà  non esiste un perfetto decalogo con cui dare indicazioni precise e certe. Esistono da anni delle indicazioni generali che l’esperienza, accumulata in decenni di studio delle malattie oncologiche, ha poi confermato come le migliori per la prevenzione e conseguentemente per la cura del cancro.

Negli ultimi giorni ha fatto scalpore la notizia dell’attrice che ha mastectomizzato entrambi i seni in quanto positiva ai test genetici per il tumore della mammella. Ebbene anche questa decisione estrema non garantisce al 100 % la protezione dal cancro della mammella. In Basilicata da oltre 13 anni esistono delle attività come gli screening regionali, che in modo indolore e gratuito (molto importante anche questo fattore in un periodo di forte crisi economica come questo che stiamo vivendo) rappresentano un sistema certificato e collaudato di prevenzione  di determinate malattie oncologiche. E’ vero che anche queste non garantiscono al 100 % la possibilità di prevenire un tumore ( gli studi attestano che sono attendibili al 95% che è una percentuale altissima ), ma è pur vero anche  il contrario , e cioè non fare prevenzione  rappresenta il 100 % di rischio di avere una malattia oncologica. Nelle righe seguenti forniremo indicazioni generiche sui tumori che hanno una maggior diffusione e incidenza nella popolazione  e cioè il cancro della mammella, del polmone, del colon retto e del collo dell’utero

Mammella
L’incidenza del tumore alla mammella è ancora in crescita con circa 32.000 nuovi casi l’anno. In Italia colpisce 1 donna su 10 ed è il tumore più frequente nelle donne e rappresenta il 31% di tutti i tumori femminili. FATTORI DI RISCHIO: età, con l’aumentare dell’età il rischio diventa maggiore, ormoni: prolungata esposizione agli ormoni prodotti dall’ovaio prima della menopausa , familiarità: in caso di tumore del seno fra parenti prossimi (madre, sorella, nonna, zia) da parte sia materna, sia paterna;  predisposizione genetica: ipotizzabile in presenza di una forte familiarità di casi di tumore del seno e dell’ovaio,  maggiore è il numero delle gravidanze, minore è il rischio. L’età della prima gravidanza è influente: una gravidanza prima dei 30-35 anni sembra proteggere dal tumore al seno, precedente carcinoma della mammella; obesità: specialmente dopo la menopausa ; dieta: L’eccesso di calorie è dannoso. COME SI PREVIENE: Risultati incoraggianti sono stati raggiunti attraverso la farmacoprevenzione (utilizzo di sostanze naturali o farmacologiche per impedire o rallentare la comparsa del tumore). Ma anche alcuni comportamenti possono aiutare l’organismo a proteggersi: seguire un’alimentazione ricca di frutta fresca e verdura, svolgere una costante attività fisica (specialmente in menopausa). SEGNI: nodulo mammario: è il segno iniziale più frequente (80%). È duro rispetto alla normale consistenza della mammella e quasi sempre non è dolente ; in fase avanzata di malattia: cute con caratteristiche che ricordano la buccia d’arancia, retrazione del capezzolo, indurimento della mammella, noduli ascellari. COSA FARE: ogni mese compiere l’autopalpazione del seno, dopo i 25 anni effettuare una visita clinica annuale insieme ad un esame ecografico, prima dei 40 anni, su parere del Medico, eseguire una mammografia, dai 40 anni in poi sottoporsi ogni anno ad una mammografia da associare ad ecografia ed alla visita clinica Con un adeguata ed opportuna diagnosi precoce, la possibilità di curare questo tipo di tumore sono altissime - oltre il 90%.

Polmone
In Italia l’incidenza del tumore del polmone è di 25.800 casi per gli uomini e di 5.400 per le donne. Da solo rappresenta il 20% di tutte le morti di tumore in Italia.  È al primo posto come causa di morte per tumore negli uomini, il fumo di sigaretta ne è la causa principale, ed è in aumento nelle donne in Italia e in Europa, in seguito all’acquisizione dell’abitudine al fumo. Negli Stati Uniti, nel Nord Europa, e in Italia tra gli uomini, sta diminuendo in seguito alla riduzione del consumo di tabacco.  Attualmente sono in fase di sperimentazione screening su popolazione a rischio (fumatori di oltre 20 sigarette al giorno) con la TAC Spirale. FATTORI DI RISCHIO: condizione di fumatore,  esposizione al fumo passivo, esposizione ad agenti cancerogeni ambientali. COME SI PREVIENE: non fumare: è noto e scientificamente certo il rapporto tra fumo di sigaretta e tumore del polmone. SEGNI: episodi di tipo broncopneumonico che non guariscono con le usuali cure ,sangue nell’escreato (sputo) ,tosse e dispnea (affanno) COSA FARE: non fumare L’abolizione del fumo di sigarette consentirebbe l’eliminazione di oltre l’80% dei tumori al polmone.

Colon retto
In Italia ogni anno 35.000 persone si ammalano di un carcinoma colorettale e 19.000 muoiono per questa malattia. L’incidenza è elevata nei Paesi ad alto sviluppo economico e, di conseguenza, si ritiene che il rischio sia associato ad una dieta ricca di grassi e di carne e povera di fibre. È la seconda causa di morte per tumore nei due sessi in Italia
FATTORI DI RISCHIO: età: il rischio di questo tumore aumenta con l’età (oltre i 50 anni), storia familiare di carcinoma colorettale, poliposi adenomatosa familiare , adenomi colorettali. COME SI PREVIENE: seguire una dieta bilanciata, povera di grassi, limitata nella carne, ricca di verdure e frutta fresca; praticare attività fisica SEGNI:cambiamenti delle abitudini intestinali: in particolare stipsi ingravescente ed alternanza fra stipsi e diarrea, perdita di sangue con le feci, dolori addominali di tipo colico COSA FARE: dopo i 50 anni effettuare con regolarità biennale il test per la ricerca di sangue occulto nelle feci (Hemoccult), a partire dai 50 anni eseguire una colonscopia ogni quinquennio. Aumentando il consumo di verdure è possibile far diminuire del 20% il rischio di tumore del colon.

Collo dell’utero
È frequente nella fascia di età compresa tra i 35 e i 50 anni e registra 3.500 nuovi casi l’anno. La mortalità e l’incidenza sono in diminuzione grazie alla conoscenza dei moderni strumenti diagnostici (Pap-test e colposcopia) e alle terapie. FATTORI DI RISCHIO: attività sessuale precoce e con più partner, HPV (Papilloma Virus). COME SI PREVIENE: curare l’igiene sessuale, sottoporre a terapia le lesioni pretumorali identificate mediante il test HPV e il Pap-test. SEGNI: perdita di sangue (dopo un rapporto sessuale, tra un ciclo e l’altro, in menopausa) perdite vaginali. COSA FARE: dall’inizio dell’attività sessuale e comunque dopo i 25 anni eseguire il test HPV e il pap test ogni tre anni (poi dopo 5 anni se negativo, ogni anno se  positivo).

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