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Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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La nostra salute. Malattie a trasmissione sessuale

Le Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), dette anche malattie veneree, sono malattie virali o batteriche che si possono trasmettere e contrarre attraverso l’attività sessuale (alcune di queste si possono trasmettere anche per altre vie). Sono malattie prettamente a trasmissione sessuale: la sifilide, la gonorrea, il linfogranuloma venereo e l’ulcera molle.

Sono trasmissibili sessualmente, ma anche in altro modo: le uretriti aspecifiche, l’herpes genitalis, i condilomi, la scabbia, la pediculosi, infezioni delle vie genitali da Candida e Trichomonas, l’epatite virale e l’AIDS.
I fattori che mettono più a rischio di contrarre tali malattie sono:
• l’aumento dei rapporti sessuali;
• la frequenza e il numero dei partner sessuali;
• il numero dei partner del proprio o della propria partner;
• l’autoterapia, cioè cercare di curarsi da soli senza rivolgersi ad un medico.
Per quanto ci sia già il rischio di contrarle nel corso di un unico rapporto sessuale, anche fosse il primo, bisogna puntualizzare che sono in larga parte malattie curabili e, se la diagnosi è tempestiva, non danno luogo a sequele a distanza. Si consiglia quindi, in caso di secrezioni anomale dai genitali, ulcerazioni o piccole escrescenze sull’apparato genitale o anche solo quando si hanno dubbi sui rapporti sessuali avuti, di ricorrere ad una consulenza con il proprio medico o con lo specialista. Il medico è senz’altro in grado di fare diagnosi o suggerire gli accertamenti indispensabili e consigliare poi la terapia più opportuna. In ogni modo bisogna ricordare che le malattie sessualmente trasmesse riguardano entrambi i partner ed è quindi la coppia che deve essere trattata per una eradicazione della malattia, impedendone così l’ulteriore diffusione. Le uniche malattie per le quali la guarigione è in dubbio ed a maggior rischio di evoluzione sono quelle a trasmissione virale. Tra queste, l’AIDS è sicuramente quella più conosciuta e per la quale non esiste ancora un rimedio efficace. Quindi l’unica maniera per evitarla consiste nella prevenzione.
Come proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale?
Nella sessualità, la massima priorità deve essere la conoscenza: conoscenza di sé e dell’altro, del proprio e dell’altrui stato di salute/malattia, dei rischi in cui si può incorrere e dei modi con cui evitarli. Conoscendo, si possono prendere decisioni responsabili per la propria salute e per il proprio futuro. Quali comportamenti responsabili adottare per una sessualità senza rischi? Anzitutto evitare rapporti occasionali o con partner sospetti e comunque, nel dubbio, utilizzare il profilattico; prestare una particolare attenzione al proprio stato di salute, effettuando le opportune visite mediche (e non l’autodiagnosi!) e, nel caso in cui si sia contratta una qualunque infezione, evitare rapporti sessuali senza l’uso del profilattico, recarsi da un medico, possibilmente con il proprio partner, per sottoporsi all’opportuno trattamento; evitare frequenti cambi di partner sessuali; usare solo siringhe monouso e comunque evitare assolutamente lo scambio e il riutilizzo delle siringhe; ricordarsi che molte malattie possono essere contratte non solo con la penetrazione vaginale ma anche con quella anale e nei rapporti orali.
Ricordati che solo l’uso corretto del profilattico, applicato all’inizio del rapporto e non poco prima dell’eiaculazione, può costituire una protezione dalle malattie a trasmissione sessuale.
I rapporti sessuali orali possono essere a rischio di trasmissione di malattie?
I rapporti orali sono una possibile via di trasmissione delle malattie (anche se il rischio può essere minore rispetto ai rapporti genitali), in quanto le secrezioni vaginali, lo sperma e la saliva sono veicoli di infezione: perciò l’utilizzo del profilattico rimane sempre la migliore misura precauzionale.
Naturalmente non è detto che necessariamente il partner sia ammalato, per cui è sempre consigliabile una buona dose di conoscenza e di confidenza tra partner, così come una notevole cautela quando non si è certi di conoscersi bene.
Quali malattie possono essere trasmesse per via sessuale?
La Gonorrea (o blenorragia)
È una infezione acuta contagiosa a trasmissione sessuale, causata da un microrganismo gonococchico e localizzata nella maggior parte dei casi a livello delle vie urogenitali (uretra nel maschio e canale cervicale dell’utero nella donna). Presenta un breve periodo di incubazione, che va dai 2 ai 5 giorni. Nell’uomo si manifesta con una secrezione mucopurulenta bianco-verdastra, densa, accompagnata da bruciori e dolori soprattutto durante la minzione, fino a giungere anche alla comparsa di pustole e infezione del prepuzio con durata di circa 15 giorni, dopo la remissione dei sintomi e la cronicizzazione della malattia. Nella donna si manifesta con una secrezione vaginale e/o uretrale bianco-verdastra purulente.
Quando l’infezione è localizzata in zone non genitali (retto, faringe, congiuntive) può essere asintomatica.
Se non opportunamente curata, la gonorrea può portare ad ulteriori complicanze: nell’uomo a epididimite, sterilità, prostatite, infezione ghiandolare; nella donna a bartolinite, gravidanza extrauterina, sterilità. Il fatto di avere contratto la Gonorrea una volta non immunizza il soggetto dal poterla contrarre successivamente.
La Sifilide
È una malattia infettiva batterica, trasmissibile principalmente con i contatti sessuali o attraverso la placenta della madre malata al feto. Si manifesta con sintomatologia ad andamento cronico: lesioni o sintomi a carico della cute, del sangue, di organi interni, che compaiono in sequenza. Conseguentemente la malattia è divisa in tre periodi:
primario, si manifesta dopo un periodo di incubazione asintomatico di 3 settimane circa e può durare fino a 50-70 giorni, con fenomeni locali determinati dalla penetrazione dei batteri nell’organismo: formazione di un piccolo nodulo (che può scomparire dopo circa un mese anche in assenza di terapie) e ingrossamento persistente dei linfonodi regionali;
secondario, segue la fase precedente nei casi non curati e corrisponde alla diffusione del batterio nel sangue e in tutti gli organi; in mancanza di cure ha una durata che va dai 2 ai 4 anni. Si manifesta con eruzioni della cute e delle mucose soprattutto intorno alle orecchie, sotto le mandibole, nelle regioni cervicale, dei gomiti, mammarie, ascellari, inguinali;
terziario, preceduto da un periodo di latenza che può durare anche anni senza manifestazioni apprezzabili, è dovuto alla possibilità di diffusione della malattia in altre zone. È caratterizzato da manifestazioni circoscritte, uniche o poco numerose, a lenta evoluzione, non dolorose, profonde e distruttive che possono colpire la cute, l’apparato scheletrico, l’occhio, l’orecchio, l’apparato digerente, la lingua e, più frequentemente, l’apparato cardiovascolare e il sistema nervoso. Quando la sifilide viene contratta dal feto durante la gravidanza può determinare l’aborto, un parto prematuro con feto morto o con neonato vivo ma non vitale, o infine un parto a termine con manifestazioni precoci o tardive della malattia nel neonato. La prognosi è tanto più favorevole quanto più è tempestiva la diagnosi e quanto più è precoce e regolare il trattamento.

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