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Ultimo aggiornamentoMer, 16 Apr 2014 10am

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Back Sei qui: Home Rubriche Rubriche news Saperi e sapori Saperi & Sapori - Puntata 3

Saperi & Sapori - Puntata 3

Dopo la scelta del bicchiere, Eugenio Tropeano, sommelier dell’Ais Basilicata e guida nel nostro viaggio nel mondo del nettare di Bacco, ci ha spiegato a che temperatura servire un vino per degustare al meglio i suoi profumi e il suo bouquet. Guarda il servizio video

Da premettere che la temperatura varia a seconda del vino. Per le bollicine, gli champagne e gli spumanti il consiglio è servirli a una temperatura abbastanza fresca intorno agli 8 gradi, ideale per apprezzare la piacevolezza e la frizzantezza di questi vini. Aumentando la temperatura si va sui vini bianchi. Se sono molto più leggeri si possono servire a una temperatura di 10 gradi, se sono bianchi strutturati, profumati, la temperatura può essere anche abbastanza più alta, sui 12 gradi. Anche per i  rossi bisogna fare una piccola distinzione. Se si parla di vini novelli, molto freschi, giovani, si possono bere a una temperatura più fresca, sui 14 gradi, mentre il classico vino rosso, importante, corposo e strutturato, si beve a temperatura ambiente, ossia 18-20 gradi, ovvero temperatura di cantina. Non resta che augurarvi una buona degustazione.

Pasticceria d’autore con il maestro Iginio Massari. Il rinomato pasticcere, titolare della pasticceria ‘Veneto’ di Brescia e ritenuto  miglior pasticcere dalla guida “Pasticceri e Pasticcerie” di Gambero Rosso per il 2012, è stato ospite per due giorni dell’Associazione Cuochi Potentini.
Un intero corso dedicato alla pasta frolla e ai segreti per fare deliziose torte e pasticcini.  “Non può esserci frolla buona se non è ricca di burro – ha detto ai microfoni de La Nuova Tv. Perciò grosso modo una frolla deve contenere 6-7 etti di burro per ogni chilo di farina, mezzo kg di zucchero, 150 gr uova, 3 gr sale, se la volete un po’ più friabile sostituire parte della farina con 300 gr di fecola, 10 gr di lievito in polvere, infornare a 180 gradi.
La cottura dipende dalla grandezza del dolce. Due le caratteristiche della frolla: quella dei ripieni che deve diventare morbida e aggregarsi al ripieno e quella per le crostate deve essere croccante. Cambiano le ricette, i valori zuccherini e la tipologia di cottura. Per quella morbida serve un forno più allegro e per quella croccante più moderato”. Provare per credere. La ricetta è d’autore.

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