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Ultimo aggiornamentoVen, 15 Feb 2019 8am

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Back Sei qui: Home Rubriche Rubriche news Storie e personaggi La "melfitana" Ambra dopo il Ruby-Berlusconi di nuovo in tribunale: non fu violentata dall'ex 70enne

La "melfitana" Ambra dopo il Ruby-Berlusconi di nuovo in tribunale: non fu violentata dall'ex 70enne

POTENZA - L’avevamo lasciata in lacrime all’uscita del tribunale di Milano dopo una delle udienze del processo Ruby - bis ai danni di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, dove figura tra le parti civili. Ora, dopo qualche mese, tornano ad accendersi i riflettori su Ambra Battilana, la modella di origini melfitane (suo padre Gerardo lasciò la città federiciana alla volta di Torino negli anni ’60), suo malgrado coinvolta nell’inchiesta sui festini a luci rosse nella villa di Arcore.

La procura di Alba, infatti, ha chiesto l’archiviazione della denuncia presentata dall’ex miss Piemonte nei confronti di un commerciante d’auto 70 enne con cui la giovane di origini lucane, quando era ancora minorenne, avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento. Nell’esposto, però, Ambra Battilana, aveva dichiarato che in alcuni casi i rapporti con l’anziano non sarebbero stati consenzienti, avanzando di fatto l’ipotesi di violenza sessuale. La denuncia della ragazza, insieme all’istanza di archiviazione, è stata acquisita agli atti del processo dal tribunale che si è riservato di risentire Ambra Battilana che, nella sua deposizione, aveva sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento. La magistratura piemontese ha però motivato l’istanza di archiviazione con il totale disinteressamento della giovane modella alla denuncia da lei stessa presentata. La sua assenza alle udienze del processo ha reso impossibile qualsiasi tipo di accertamento. L’atteggiamento di indifferenza di Ambra, inoltre, ha indotto la procura a pensare che la ragazza non fosse più interessata all’esito del procedimento giudiziario. Su questa vicenda, quindi, difficilmente si arriverà alla verità. Per quanto riguarda il cosiddetto Rubygate, invece, la partita giudiziaria è ancora tutta da giocare. Ambra Battilana figura tra le parti civili. Il Gup del tribunale di Milano, infatti, nei mesi scorsi aveva riconosciuto alla ragazza di origini lucane i danni di immagine, morale e patrimoniale derivante dall’accostamento del proprio nome ad un’inchiesta così scottante. La costituzione è nei confronti di tutti e tre gli indagati, Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, per la sola ipotesi di induzione alla prostituzione. Per la giovane modella, essere considerata ”al pari di una meretrice”, rappresenterebbe infatti un ”danno patrimoniale costituito dalla profonda ed enorme sofferenza subita. Ambra Battilana ha sempre dichiarato di aver partecipato ad una delle feste ad Arcore, ma anche di essersi allontanata non appena si era resa conto del reale scopo della sua partecipazione. Ai danni d’immagine, però, secondo i legali della ragazza di origini melfitane, si aggiungono quelli patrimoniali. Essere considerata una prostituta, infatti, avrebbe precluso ad Ambra diverse opportunità lavorative nel mondo dello spettacolo. Quando il suo nome iniziò ad essere accostato all’inchiesta sul caso Ruby, la Battilana, all’epoca ancora diciottenne, dichiarò di ”averne subite di tutti i colori anche a scuola”. Ora sarà il processo a stabilire se e in che misura, gli indagati dovranno risarcire la giovane Ambra

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